Il palazzo e lo stemma del Comune
Il palazzo del Municipio di Cafasse è situato in Piazza Vittorio Veneto, (già Piazza XX Settembre).
È un robusto palazzo recentemente ristrutturato nella sua interezza, adesso a tre piani fuori terra, eretto nel 1900 ad uso scuole elementari.
Con questa destinazione ha funzionato fino al 1931 quando venne costruito il nuovo edificio scolastico per le scuole elementari e le medie.
Nei primi anni della erezione del Comune, il Consiglio comunale non aveva sede fissa e teneva le sue Assemblee, le sue Riunioni, le sue Sedute un po' qua e un po' là: o a casa del Sindaco
o del Segretario o di qualche Consigliere, cioè dove trovava un locale adatto.
Cento e trent'anni fa, prima di trasferirsi nell'anzidetto Palazzo, aveva la sede nel cortile detto
« D' Rigai» e consisteva in due piccoli locali.
A quei tempi si faceva a Cafasse come si faceva in altri Comuni cioè i Consiglieri erano avvertiti e convocati a Consiglio con alcuni tocchi di campana del campanile del Paese.
Nel palazzo Municipale sono ospitati sia la sala del Consiglio che gli Uffici del Sindaco e della Giunta, nonchè tutti gli uffici operativi aperti al pubblico.
Lo stemma
Le città ed anche quasi tutti i paesi hanno di regola uno Stemma, il quale ricorda o le origini o qualche epoca particolare della vita o circostanza naturale riferentesi alla situazione della città o del paese.
Per esempio: Torino ha per suo Stemma un toro, per ricordare che fu fondata dai Taurini, colonia Romana.
Lo Stemma di Cafasse contiene un cenno storico ed un cenno topografico.
Il cenno storico è dato dalla « Mitra vescovile » che campeggia in alto e che, secondo la spiegazione data dallo stesso Studio Araldico di Genova, starebbe a simboleggiare che Cafasse sarebbe
stato Feudo dei Monaci della Sagra di S. Michele (Susa).
Ma risulta invece che Cafasse come Mathi, fu piuttosto alle dipendenze dei Monaci Benedettini della Novalesa (sopra Susa), che cacciati dai Saraceni, si erano riparati alla Abbadia di S. Mauro Torinese, e di lì passati poi a Mathi.
Per altra parte risulta anche che Cafasse fu, sebbene per breve tempo, Feudo dei Visconti di Baratonia. E allora?...
Che qui ci sia un errore storico, è stato sospettato anche dalla Amministrazione Comunale di Cafasse, che un tempo scrisse allo Studio Araldico di Genova quanto segue: « Abbiamo ricevuto il
bozzetto dello Stemma Civico, che è di ns. gradimento; siccome però nei cenni storici relativi al Comune di Cafasse contenuti nel Vs. foglio del 13-10-1958 risulta che la terra dello stesso (Ca-
fasse) faceva parte di Giaveno, e subì la tirannìa di numerose potenti famiglie dal 1030 sotto l'Abate Mitrato di San Michele della Chiusa, sorge il dubbio, data l'affinità fonetica dei nomi,
possa trattarsi del Comune di Coazze, in considerazione del fatto che quest'ultimo Comune dista pochi chilometri da Giaveno e da Chiusa S. Michele, mentre invece la distanza che intercorre tra
Cafasse e queste due ultime località è considerevole.
Pertanto si gradirebbe conferma che trattasi effettivamente del Comune di Cafasse ».
Lo Studio Araldico riconfermò le sue idee e compilò stemma e gonfalone così come ora sono. E vengono giudicati « enigmatici » cioè difficili a capirsi e « dubitativi » cioè forse non corrispondono alla realtà storica.
Il cenno topografico segnato nello Stemma, è dato dalle fasce orizzontali in azzurro che ricordano i Canali di acqua che irrigano questo comprensorio Comunale, fertilizzandone i campi e la coltura cerealicola assai sviluppata ed abbondante. Per quanto premesso blasoniamo: di rosso a tre spighe di grano fruttate d'oro, poste in palo, accostate in capo ed in punta dello scudo da due fasce di azzurro.
La popolazione viveva di agricoltura, ecco il perché delle spighe di grano. (Questa è la spiegazione data dallo stesso Studio Araldico di Genova).
II Gonfalone
II Gonfalone è diviso in bianco ed azzurro scuro; e in questa seconda sta l'Arma o Stemma del Paese, riprodotta al centro del Gonfalone a colori, su drappo di seta.
L'Arma è composta di una Mitra Vescovile e di una Ruota. Ed ecco la spiegazione che ne fornisce lo stesso Studio Araldico:
« La Mitra dell'Arma trae origine dal primo Feudatario della terra di Cafasse, che fu l'Abate di S. Michele della Chiusa; nella Ruota dentata, industriale, dobbiamo rammentare le attività industriali degli stabilimenti ivi eretti dall'attività dei Cittadini che resero Cafasse un paese ricco e di benessere comune.
La Mitra è d'argento in campo azzurro, avvicinata da una ruota industriale di otto raggi d'oro».
Lo Stemma ed il Gonfalone vennero benedetti ed inaugurati sulla Piazza del Paese presso il Palazzo Municipale, domenica 19 giugno1960.